È un’indicazione importante, quella che arriva da Ross Brawn in merito allo scenario di un inizio di mondiale nel quale ad alcune squadre potrebbe essere vietato l’ingresso in uno dei Paesi sede di Gran Premio, in virtù delle misure adottate per il contrasto al coronavirus: la Formula 1 correrà solo se tutti i team potranno essere regolarmente in griglia.

Si lavora con gli organizzatori per trovare una soluzione soprattutto allo scenario prospettato in Vietnam, ad annunciare un periodo di quarantena preventiva di 14 giorni per chi vorrà accedere nel Paese con provenienza dall’Italia. 

All’agenzia Reuters, Brawn ha chiarito:Se a una squadra dovesse essere impedito l’ingresso in un Paese non potremo correre. In alcun modo non può esserci una gara per il mondiale, perché sarebbe ingiusto. Ovviamente, se un team decide da sé di non recarsi a una gara, si tratterà di una loro decisione.

Però, laddove gli venisse impedito di recarsi per una decisione del Paese, allora sarebbe difficile poter avere una competizione equa”.

Australia relativamente tranquilla

Mentre in Australia gli organizzatori procedono con i preparativi all’Albert Park e hanno fornito rassicurazioni sul regolare svolgimento della gara d’apertura, una puntualizzazione del ministro per il Turismo, la Sport e i grandi eventi, lascia un punto di incertezza su quelle che potrebbero essere gli sviluppi futuri: “Tutte le indicazioni dalla Formula 1 sono di un Gran Premio che andrà avanti come da programma.

L'editoriale del direttore: Vigilia agitatissima per la Formula 1

Siamo quasi al punto in cui arriveranno tutti nei prossimi giorni. Detto ciò, riconosco come la situazione sia estremamente dinamica e per certi versi ci siano vicende fuori dal controllo, decisioni prese dal governo o che potrebbero essere assunte all’estero. Sono molto fiducioso ma non posso dire nulla con assoluta certezza”.

Discussioni col Vietnam

Più complessa appare la vicenda legata al Gran Premio del Vietnam, sulla quale Ross Brawn ha ammesso si sta lavorando per trovare una soluzione: “Vogliono che si corra la gara ma al tempo stesso vogliono proteggere la popolazione, stiamo considerando quale soluzione possa essere attuata per assicurarci che tutti siano a proprio agio con le disposizioni.

Stanno accadendo molte cose al momento e la situazione cambia quotidianamente, è difficile potersi pronunciare in modo definitivo adesso ma troveremo delle soluzioni.

La situazione è molto seria, non voglio minimizzare, stiamo provando a correre le gare e dobbiamo farlo in modo responsabile. Stiamo riducendo al minimo il numero di persone nel paddock, chiedendo alle squadre di inviare il minor numero di persone delle quali hanno bisogno sul campo di gara”.