Non c’è ancora un esatto calendario del mondiale, da “post-coronavirus” nella sua fase più acuta e limitante. C’è, però, un’indicazione chiara da parte di Chase Carey sul programma che la Formula 1 si è dato per tornare in pista. Europa per cominciare, dall’Austria il 5 luglio – con un secondo GP il 12 luglio, secondo quanto rivelato da Helmut Marko – poi si attende una Silverstone con più GP a porte chiuse.

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E dopo, come proseguire? I mesi di luglio, agosto e fino a metà settembre, vedranno la F1 su campi di gara europei, poi si sposterà in Eurasia (prevedibile una soluzione per Sochi e Baku, posto che in Azerbaijan abbiano un solido preavviso), proseguendo con le gare asiatiche in ottobre, immaginiamo Giappone, Cina, Singapore. In novembre toccherà alle gare “americane”, tra Nord America e Sudamerica. Infine, e qui Chase Carey ha indicato chiaramente gli eventi, Bahrain in pista a dicembre per chiudere poi con Abu Dhabi.

Fiducia in 15-18 GP

Il calendario, con le sue date e una fisionomia più chiara, verrà ufficializzato prossimamente. “Adesso siamo sempre più fiduciosi dei progressi dei nostri piani sull’inizio della stagione quest’estate. Puntiamo a un inizio delle corse in Europa passando per luglio, agosto e inizio settembre, con la prima gara che si terrà in Austria nel week end del 3-5 giugno.

Settembre, ottobre e novembre ci vedranno correre in Europa, Asia e nelle Americhe, per condludere la stagione nel Golfo, a dicembre, con il Bahrain prima del tradizionale finale di Abu Dhabi, avendo completato tra le 15 e le 18 gare”, ha spiegato Chase Carey.

Porte chiuse almeno in avvio

Resta da definire la sorte del GP d’Olanda, con il promoter più volte apparso scettico sulla possibilità di correre a porte chiuse, uno scenario, invece, contemplato in Spagna. Sul punto delle gare senza pubblico, Carey ha proseguito: Ci aspettiamo che le prime gare si svolgano senza tifosi, speriamo però che i tifosi siano parte dei nostri eventi con il progredire delle gare in programma.

Dobbiamo risolvere ancora molti problemi, come le procedure per le squadre e i nostri partners per entrare e operare in ogni Paese. La salute e la sicurezza di tutti quanti sono coinvolti continuerà a essere la priorità numero uno e andremo avanti sono se avremo fiducia di avere procedure affidabili che rispondano a possibili rischi e problemi.

Tutti i nostri piani sono ovviamente soggetti a cambiamento, avendo ancora tanti problemi da risolvere e siamo tutti soggetti alle incognite del virus.

Vogliamo tutti che il mondo torni a essere quello che conosciamo e amiamo, riconosciamo tuttavia che deve essere fatto nel modo giusto e quello più sicuro. Ci aspettiamo di fare la nostra parte, consentendo ai tifosi di condividere nuovamente la passione per la Formula 1 in sicurezza con famiglia, amici e tutta la comunità”.