Quale fosse l’idea dei piloti su ipotesi di revisione del format di qualifica e l’introduzione di un’inversione della griglia di partenza rispetto all’ordine del mondiale Piloti è tema già trattato un anno fa. E le reazioni non furono certo di entusiasmo, piuttosto, un’idea bocciata tout-court. Perché cambiare uno degli aspetti della F1 che funziona così com’è – senza dilungarci nel passatismo, sul perché la qualifica “di una volta” era migliore o meno –?

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Daniel Ricciardo è tra quanti bocciano la proposta tornata recentemente attuale, su altre basi e altre esigenze, legata alle gare-bis in Austria e Gran Bretagna. In sintesi: disputare gara-2 sostituendo la sessione di qualifica con una gara sprint, il cui ordine di partenza sarebbe stato stilato in ordine inverso sulla classifica del mondiale Piloti. L’esito della gara sprint, poi, avrebbe dettato l’ordine di partenza del GP vero e proprio, valevole per l’assegnazione dei punti iridati. Mercedes si è opposta, è mancata l’unanimità tra le squadre, così nulla di fatto.

La prospettiva del tifoso e del pilota

“Non sono sempre uno della vecchia scuola. Direi che non è davvero la prima cosa nell’elenco di priorità, di cose da cambiare nello sport. Capisco come per certi tifosi sarebbe un ‘sì, sarebbe fantastico avere i piloti veloci che provano a risalire il gruppo’ e cose del genere. Capisco questo punto di vista, però ci sono tanti scenari nei quali non funzionerebbe e renderebbe le cose un po’ caotiche”, commenta Daniel, nel corso di una diretta Instagram.

Le piste selezionate, Zeltweg e Silverstone, si sarebbero prestate a possibili rimonte, così come l’idea discussa nel 2019 prevedeva che fosse solo su una selezione di circuiti la sperimentazione della gara invertita, in ottica 2020. A dettagliare perché la proposta avanzata da F1 Group non può funzionare - proposta avallata dalle squadre, con l’eccezione Mercedes – ci ha pensato Toto Wolff.

Quanto a Ricciardo, ha aggiunto: “Capisco perché, da un punto di vista di chi sta seduto sul divano, come sono io adesso, possa essere un’idea avvincente. Però da una prospettiva dei puristi e di vera corsa, non penso che ci serva andare in quella direzione”.

Stop forzato allungherà la carriera

In direzione McLaren andrà dal 2021, una scelta che ha già spiegato come sia nata da lunghe valutazioni condotte durante la fase di confinamento e stop all’attività della F1 dettata dal coronavirus. “È stato sicuramente difficile, tutto quest’anno è stato pazzo, prendere questa decisione solo sulla base dei test non è stato semplice, di certo mi sarebbe piaciuto correre, fare chilometri: non è stata una scelta semplice ma nemmeno presa nel giro di una notte”.

Un riposo forzato che Daniel legge in una chiave ulteriore: “Viaggiamo così tanto che entri in questo meccanismo e vai, vai, vai. A volte però non hai davvero un’opportunità di femarti. Per certi versi è stato bello essere costretto a fermarsi, in realtà per il nostro fisico, non passare tutto il tempo in cabine d’aereo pressurizzate e tutte quelle cose. Probabilmente, parlando della prestazione, forse mi avrà dato un paio di anni in più di carriera. Ci vedo dei lati positivi”.

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