Prima cosa: far quadrare i conti. E per le squadre più piccole è una coperta ancor più striminzita rispetto a stagioni d’ordinarietà, già alle prese con una sopravvivenza da strappare a morsi. La coperta corta sulle risorse da poter destinare alla ricerca e sviluppo della monoposto, un tema critico in Haas, sul quale la squadra ha fatto tanta confusione nel 2019, imboccando direzioni di sviluppo errate, ad aggravare una stagione già tormentata dagli episodi in pista tra i due piloti.

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Guenther Steiner ha il compito di tenere a galla e navigare la barca Haas verso acque meno tormentate, skipper a leggere il vento buono per dirigersi verso il 2021 del budget cap nelle condizioni migliori possibili.

Cautela nella pianificazione

Così, nell’incertezza assoluta sui premi che il prossimo anno F1 Group corrisponderà alle squadre – funzione del numero di GP corsi quest’anno e dei ricavi generati dalla Formula 1 (diritti tv e sponsorizzazioni soprattutto, più una quota di eventuali diritti da parte di quei promoter che pagheranno Liberty per ospitare un GP) – il team principal analizza le priorità, elenco dal quale gli sviluppi alla monoposto passano in secondo ordine. Tanto più con un calendario di gare tanto ravvicinate e gli sforzi supplementari sull'approvvigionamento dei ricambi: pezzi sui quali non puoi rischiare di restare a corto e, al tempo stesso, un impegno aggiuntivo con l'incognita di un loro utilizzo o meno.

“Al momento non stiamo programmando alcun aggiornamento, finché non sapremo esattamente cosa faremo quest’anno in termini di budget e di gare. Non posso spendere soldi che non so se avrò. Non ha senso farlo al momento, dobbiamo essere molto attenti in quel che stiamo facendo, perché è chiaro che sappiamo come le entrate saranno inferiori avendo meno gare e gare senza pubblico”, le parole riportate da motorsport.com.

In Austria la monoposto sarà identica alla specifica spedita in Australia, compresa la power unit Ferrari “base” senza alcuna evoluzione. Progetto Haas 2020 apparso dai test non in grado di inserirsi nel pieno della lotta con i migliori a metà gruppo.

Incrementi marginali

“Abbiamo imparato molto relativamente agli aggiornamenti, non sono mai tanto grandi quanto speri che siano. Questo perché oggi puoi fare parecchio sulla prima macchina, quindi, a nostro avviso, non è una necessità averli. Quel di cui abbiamo davvero bisogno è non commettere errori, questo sarà decisivo. Per questo abbiamo intrapreso la strada di non rischiare nel pianificare qualcosa che non possiamo permetterci. Farlo sarebbe peggio, perché non riusciremmo a correre gli ultimi gran premi e di certo non ci darebbe alcun punto”, prosegue Steiner.

Patto della Concordia da riprendere

Tema economico che richiama direttamente, in prospettiva 2021 e oltre, l’impegno da firmare con Liberty Media sul nuovo Patto della Concordia, “messo in pausa” dalle urgenze dettate dal coronavirus, calendario in primis. Se ne tornerà a parlare, per arrivare a definire gli accordi commerciali che regolano la ripartizione dei premi, con l’obiettivo di una maggiore equità tra grandi squadre e resto del gruppo.

Steiner ha approfondito: “Il budget cap è in generale positivo per lo sport nell’insieme, anche se non è completamente uguale tra tutti. Sappiamo come resteremo comunque sotto il budget cap, però è un ottimo passo. Adesso la differenza non sarà di 150 milioni di dollari rispetto ai grandi team ma forse di 20.

C’è anche la possibilità di andare in pari in futuro. Alcuni potranno di certo guadagnarci, le grandi squadre se riusciranno a conservare le sponsorizzazioni che hanno; la ripartizione dei premi sarà molto più equa con il nuovo accordo commerciale, è possibile farlo.

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Questo dev’essere il mio obiettivo, portare in pareggio il team per il signor Haas. Se dovessi riuscirci, di certo firmerà il Patto della Concordia, non abbiamo ancora visto il documento finale o l’accordo commerciale, sappiamo grossomodo come sarà”.