La voglia di vincere è la stessa, ma Lewis Hamilton oltre a quella in pista non dimentica la battaglia nell'ambito sociale contro la disuguaglianza. Un giovedì diverso dal solito per il sei volte campione del mondo, con domande che vertono sullo sport ed altre che invece toccano temi di maggior sensibilità.

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"Sarà comunque una maratona"

Sul piano sportivo, l'inglese è ben concentrato: "Sono contento di tornare in pista, è stato un periodo utile per riflettere anche su alcune cose importanti che solitamente mettiamo da parte, ed è stato positivo poterci concentrare anche su questi aspetti. Comunque, è bello tornare a correre. Su questa pista negli ultimi anni abbiamo avuto qualche difficoltà anche se non siamo andati in una maniera pessima, abbiamo avuto qualche problema nel trovare la giusta finestra con le temperature, noi pensiamo di aver fatto dei miglioramenti ma solo il tempo ce lo dirà. La Red Bull nei test è sembrata molto forte, mi aspetto siano vicini, mi aspetto tutti e tre i top team vicini. Verstappen cresce sempre più e sarà molto forte, loro lo sono sempre stati su questa pista, sarà una bella sfida per noi. Sarà una stagione strana ma il nostro approccio non cambia, sarà comunque una maratona e non uno sprint, perché le gare saranno comunque tante sebbene condensate in un lasso di tempo breve. Non sarà normale, anche la pressione sarà differente, ma sarà grandioso tornare a lavorare, anche per i membri del team. Sono contento di come ha operato la Formula 1, nei protocolli e negli strumenti di protezione, è fantastico mostrare quello che è stato fatto. Da parte mia ho insistito per non avere mascherine di carta, che poi finiscono nell'Oceano ed inquinano".

Verstappen: "Contento di tornare a fare ciò che mi piace"

"Dobbiamo lottare tutti insieme"

E proprio questa sensibilità su tematiche extra-pista è l'altro grande filo conduttore della conferenza stampa di Lewis, che nel suo spazio ha ribadito l'importanza della lotta nel sociale: "Come dicevo il lockdown è stato un momento di riflessione, peccato ci sia voluta un'altra morte per dare il via a questo movimento, con quel filmato che è stato come una scintilla che ha aumentato la sensibilità e la consapevolezza delle persone nel voler essere più informate. Io stesso ho approfondito la mia conoscenza sulla questione per conoscerne tutti gli aspetti, è stato positivo vedere una reazione del genere, è bello che ci sia più intraprendenza. Ho parlato molto con la F1 per progredire tutti insieme su questo argomento, anche all'interno della Mercedes ne abbiamo parlato, ed ho visto una grossa attenzione verso l'uguaglianza e l'inclusione. Il mio appello comunque era rivolto a tutti i team, non solo al mio, perché in questo mondo ci sono poche opportunità per le minoranze e dobbiamo chiederci il motivo. Comunque c'è un punto di partenza, per quanto mi riguarda non finirò con questa battaglia fino a quando non vedrò un totale cambiamento. Tutto inizia con l'istruzione. Piloti in ginocchio? Non ne abbiamo ancora parlato tutti insieme, ma discuteremo al riguardo. Il mettermi in ginocchio in verità non è il mio primo pensiero, qualunque cosa faremo servirà unità per lottare su questo tema in modo da porre fine alle ingiustizie ed alla disuguaglianza. Non è sufficiente pubblicare un post e poi tornare alla solita vita, abbiamo dei privilegi e noi dobbiamo unire queste vite privilegiate per avere dei miglioramenti. Solo tutti insieme ce la faremo, sono sicuro che qualcosa cambierà".

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