Ci dovremo abituare anche a questo, a vedere una Silverstone deserta, prima che capiti pure a Monza. Luoghi storici che per quest'anno, e speriamo solo per quest'anno, andranno in scena nel silenzio, con il solo rumore dei motori. Fa male, per piste che ci avevano abituato a cornici di pubblico meravigliose. Ma per quest'anno non si poteva fare altrimenti.

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Mercedes forza 4?

Lewis Hamilton lo ha detto, Silverstone a porte chiuse non sarà la stessa cosa. La caccia al settimo successo casalingo per l'inglese comincia così, con la consapevolezza che stavolta, in caso di vittoria, non ci sarà il solito bagno di folla. Una disdetta per Lewis, che quest'anno a vincere in Gran Bretagna ci tiene anche più del solito; se farà nuovamente centro, saranno sette i trionfi nel Gp di casa: nessuno ci è mai riuscito. Il record per ora se lo sportiscono lui ed Alain Prost, vittorioso in sei occasioni nel Gp di Francia. Lewis ha tutto per vincere, perché oltre al talento ha una macchina che a Budapest si è dimostrata una schiaccia sassi. Fa paura immaginare dove possano spingersi le due W11 a Silverstone, una pista d'alto carico (e quello le Mercedes ne hanno da vendere) dove però conta notevolmente anche il motore, ed in questo aspetto le power unit prodotte a Brixworth stanno dando lezioni a tutti. Su un tracciato molto veloce (gas aperto per oltre il 75% del giro), le W11 cercando la quarta affermazione in quattro gare. Lewis Hamilton invece cerca l'ennesimo record di una carriera straordinaria. A Bottas l'arduo compito di provare a fermarlo.

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SF1000 alla prova


A Silverstone, la parola d'ordine è efficienza. Aerodinamica, si intende. La quale, dopo tre gare, non sembra esattamente il punto forte di una SF1000 che sulla carta teme la tappa inglese. Non sono tanto le curve da alto carico a creare proccupazione (sebbene anche in quel settore ci sia da migliorare), quanto piuttosto i lunghi tratti a gas aperto: tra un motore castrato ed un drag eccessivo, la “Mille” potrebbe faticare parecchio in Inghilterra. Se le cose dovessero andar male, almeno sarà una buona occasione per raccogliere dati e capire meglio la vettura”, parola di Laurent Mekies, direttore sportivo di Maranello. Effettivamente, si tratta di un banco prova importante: Silverstone è diversa sia da Spielberg che dall'Hungaroring. L'Austria premiava più la velocità sul dritto, Budapest è tutta una serie di curve. Silverstone invece come abbiamo detto richiede potenza, tanto carico ed in ultima analisi efficienza aerodinamica. Leclerc e Vettel sperano di averne.

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Red Bull, si attende un lampo

Tre gare, due podi. Non proprio il massimo per Max Verstappen e la Red Bull, che si immaginavano un inizio di 2020 diverso. Le Mercedes invece si sono rivelate imprendibili, ed a Milton Keynes si sono convinti che sì, effettivamente manca qualcosa al progetto Rb16. Un buon telaio, un buon motore, un grande pilota, ma il pacchetto non è ancora all'altezza di quello Mercedes. La Red Bull a Silverstone non vince dal 2012, con Mark Webber, e per quanto la licenza sia austriaca al team diretto da Chris Horner non dispiacerebbe tornare davanti a tutti proprio a pochi chilometri dalla sede della scuderia. Servirebbe anche per dare una sterzata ad un mondiale già fin troppo scontato, ed anche ad una gara che ha in Lewis Hamilton il favorito d'obbligo. Considerando che le gomme saranno le C1, le C2 e le C3, dal fronte pneumatici dovrebbero esserci poche sorprese (magari sarà diverso per la Silverstone-bis, ovvero il Gp del 70° Anniversario, con la Pirelli che scenderà di una gradazione per tutte e tre le tipologie), con una corsa indirizzata su un solo pit-stop: senza pioggia, l'unica vera variabile potrebbe essere quella di Mad Max.

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