L’ultima volta che le telecamere di Netflix seguirono Mercedes, non fu esattamente un successo. I presupporti c’erano tutti: 125 anni nelle corse, Hockenheim, la pole in qualifica. La gara si trasformò in una sconfitta inattesa.

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A Sochi c’è la storia da scrivere, Lewis Hamilton vincendo il GP di Russia eguaglierebbe il record di Michael Schumacher e le 91 vittorie in carriera. Scorrendo le statistiche, poi, Mercedes si presenta forte di un record di imbattibilità raro: ha vinto tutte le edizioni del GP di Russia, dell’era moderna a Sochi e delle apparizioni quando ancora a San Pietroburgo, 1913 e 1914, si correva tra i pionieri delle corse.

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“Netflix seguirà il nostro team per la terza stagione di Drive to Survive. Lo scorso anno furono la nostra ombra a Hockenheim, dove celebravamo la gara di casa i 125 anni nel motorsport, disputammo la nostra peggior gara della stagione. Produsse un episodio per Netflix ad alto intrattenimento, speriamo questa volta di avere grandi contenuti e una gran gara”, ricorda Toto Wolff.

Ostacoli cercasi

Difficile immaginare chi sarà in grado di contrastare le W11, su un circuito che ha sempre visto un Valtteri Bottas in gran forma. Tra i temi tecnici e sportivi, a Sochi la pole position è la posizione più penalizzante dalla quale scattare, tanto è lunga la strada verso curva 1, 890 metri nei quali si è esposti agli attacchi di chi può sfruttare la scia, salvo giochi di squadra programmati e attuati alla perfezione.

Da non sottovalutare, poi, l’elevato consumo di carburante che caratterizza il GP di Russia, per le ripartenze full gas dalle curve a 90 gradi, nelle quali portare velocità in ingresso e cercare massima trazione in uscita. In chiave mappature del motore termico, con le limitazioni in vigore da Monza, può essere un tema da considerare in gara.

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Sochi ha rappresentato una buona pista per noi in passato e deteniamo un solido curriculum di risultati. L’autodromo ha una tracciatura piuttosto insolita e la caratteristica che lo rende speciale è l’allungo dalla pole alla prima staccata. Fa sì che il polemen non sia per forza nella posizione migliore per il via.

L’abbiamo visto lo scorso anno quando Vettel passò Leclerc verso curva 2 e nel 2017 quando Valtteri superò Vettel partendo terzo”, ricorda Wolff: “La nostra prestazione in qualifica è stata davvero competitiva quest’anno, ma un punto di forza può facilmente tradursi in un punto debole in gara a Sochi”.

Finalmente un break

Sochi sarà la prima gara dall’inizio del campionato distanziata in modo classico, due settimane dopo il Mugello e due prima del Nurburgring. Un po’ di respiro per squadre e personale costretti a ritmi serrati come mai prima – e impensabili da considerare la normalità futura –: “Dopo 9 gare in 11 fine settimana, raggiunta metà distanza nel campionato, la F1 si è guadagnata un meritato week end di pausa. F1, FIA e i promoters hanno svolto un lavoro incredibile nel mettere insieme il calendario in condizioni difficili, assicurando che la serie potesse tornare in pista e in sicurezza.

Il programma concentrato ha fatto sì che siano stati 3 mesi senza sosta per tante persone che lavorano nel nostro sport. Queste donne e uomini, di tutti i team e in tutti i ruoli, meritano il nostro ringraziamento per aver fatto sì che potessimo fare quel che amiamo maggiormente: gareggiare”.