Che Sochi sarebbe stato un passaggio certo più difficile e sfavorevole rispetto al Mugello, in Red Bull l’avevano ben chiaro sin dalla vigilia. Così, volare verso il Nurburgring con un secondo posto all’attivo è più di quanto avrebbero potuto sperare da una gara ordinaria, con le due Mercedes a fare corsa a sé.

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Di sfida al titolo, per quanto scritto in pista, salvo clamorosi e ripetuti passaggi a vuoto delle W11, non è realistico parlarne quest'anno. Ed era, pure, un obiettivo al quale si guardava in inverno.

Annata fallimentare? Nei fatti, non può consolare una vittoria e il ruolo di primo e unico inseguitore Mercedes. Un po' poco.

Il clipping tra i freni

Resta con 6 gare ancora da disputare, il registrare i punti deboli del progetto RB16-Honda. E del motore parla Christian Horner, puntualizzando: “Penso che questa pista è sempre stata difficile per noi. Avevamo molto clipping (l'esaurimento della spinta del motore elettrico in questo caso anzitempo; ndr) e questo ha avuto un effetto. Perciò credo che sia stato un po’ distorto dal recupero d’energia, lo sapevamo prima di arrivare che sarebbe stata una gara più sfidante per noi”.

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Quella potenza della componente elettrica sulla quale Marko, nelle scorse settimane, indicava ancora il vantaggio residuo di Mercedes rispetto a Honda, avendo limitato il surplus di prestazione possibile dalle mappature del motore termico – senza sostanziali variazioni, a svolgimento ordinario di gara: Mercedes davanti a fare ritmo –.

RB16 spremuta al Max

“In questo week end Mercedes ha avuto una macchina più veloce di noi. Abbiamo tratto beneficio della penalità inflitta a Lewis, però Max ha estratto ogni goccia di prestazione dalla macchina in tutto il week end. È il miglior risultato che otteniamo da sei anni che corriamo qui”, prosegue Horner.