Al di là di condizioni particolari a imporre un week end su due giornate di attività in pista, come avvenuto al Nurburgring per le limitazioni dettate dal meteo, con il GP dell’Emilia Romagna a Imola la Formula 1 sperimenta un evento "nativo" su due giornate: un turno di prove libere al sabato, da 90 minuti anziché i canonici 60, poi la qualifica e, domenica, la gara. 

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In chiave 2021, alcune indiscrezioni vorrebbero un calendario addirittura con 23 Gran Premi, contro i 22 in programma inizialmente per la stagione che volge verso l’epilogo. Più GP vuol dire maggiori diritti pagati dai promoters e una “torta” di proventi più ricca da spartire tra le squadre.

Vuol dire, però, anche un impegno superiore richiesto ai team, al limite già con le strutture esistenti per sostenere ritmi così serrati. Nel 2022 si andrà su un format di week end sempre con tre giornate di attività in pista, rimodulando la giornata del giovedì, per dare maggior tempo alle squadre e non penalizzare i promoter, eliminando una giornata di azione, quindi di tagliandi venduti al pubblico.

Steiner e l'idea dei 2-giorni più test

Guenther Steiner, dopo l’esperienza del Nurburgring, prospetta un’idea che potrebbe mitigare il controsenso tutto della F1 di uno sport che non “si allena” durante l’anno. Reintrodurre giornate di test su alcuni circuiti a ridosso del week end di gara.

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“A mio avviso, un evento su due giorni funziona bene. Ci permette di inserire in calendario più gare, che vuol dire dare a un maggior numero di tifosi la possibilità di vederci. I ‘contro’ - non so se siano tali, spetta alla Formula 1 valutarlo – sono legati ai promoters, perché la giornata di venerdì dà più possibilità di far accedere i tifosi. Finanziariamente è una buona giornata per loro.

Non conosco tutte queste cose, non essendoci coinvolto. Però, dal puro aspetto pratico dell’andare a correre, non ho nulla contro gli eventi di due giornate. Forse per alcuni potremmo inserire dei test al giovedì e venerdì, fare qualcosa come nei test invernali e trasmetterli in tv. Sono solo idee, non so se hanno senso, però forse potremmo valutarle”.

Quanto all’esperienza vissuta al Nurburgring, con minor tempo per preparare qualifiche e gara, Steiner ha aggiunto: Credo ci siamo adattati bene, è stato un po’ come ai vecchi tempi delle corse, devi essere molto più rapido nel pensare cosa fare e prendere decisioni più audaci, sperando non siano sbagliate. Non hai così tanto tempo per osservare i dati, devi procedere un po’ a naso e i nostri ragazzi penso abbiano fatto un buon lavoro”.