Siamo al brainstorming nell’immaginare quale futuro scriverà la Formula 1 sul fronte delle power unit. Dal 2026 ci sarà un nuovo corso, diverso per tecnica, anche se non è chiaro ancora quale. Due punti, nelle parole del presidente Jean Todt, appaiono fermi: abbattimento delle emissioni inquinanti dai biocarburanti e sostenibilità economica.

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Quale sarà l’architettura, quale la componente di elettrificazione, non è ancora chiaro. E Todt, intervistato dal giornalista Michael Schmidt, su Auto Motor und Sport, spiega: Due o tre anni fa nessuno avrebbe creduto nelle fuel cell. Adesso all’improvviso è una ‘vacca sacra’. Non so sul futuro, per questo voglio avere tutti i suggerimenti sul tavolo e verificarli con i miei esperti. Le emozioni devono restare al di fuori, portano solo a decisioni errate e non possiamo più permettercele. La nuova formula di motore deve poter attrarre nuovi costruttori”.

L'ibrido una scelta necessaria

Insistere su un tema di sostenibilità ambientale per la Formula 1 sembra un po’ come voler insistere nelle criticità che si sono sviluppate dall’attuale power unit turbo ibrida: tanto più di frontiera sono le tecnologie in gioco tanto maggiori i costi per lo sviluppo e i "rischi" connessi a grandi vantaggi competitivi difficili da colmare.

Scelta del turbo Ibrido difesa da Todt difende nonostante tutto: Nel 2014 era la scelta corretta affidarsi alla tecnologia ibrida, non potevamo più rappresentare i vecchi motori aspirati nell’attuale clima politico.

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Sulla tecnologia abbiamo dato una direzione, non è mai possibile, praticamente, un diretto travaso tecnologico”.

Red Bull, dal no al congelamento all'aut-aut

Il tema motori è di strettissima attualità soprattutto per quel che avverrà nel breve periodo, in 2-3 anni, tra richieste Red Bull di congelamento dello sviluppo per poter utilizzare la power unit Honda e non dover ripiegare sull’essere un semplice team cliente Renault, e la spinta di un utilizzo di carburanti sintetici con percentuali superiori da biomasse dal 2023 - con le prospettive di sostanziali sviluppi dei motori attuali -.

Posizione Red Bull capovoltasi nel giro di pochi mesi, come rivela Todt:A maggio Red Bull ci ha detto che in nessun caso ci sarebbe dovuto essere uno stop allo sviluppo, altrimenti Honda avrebbe lasciato. Adesso vogliono avvenga l’opposto.

Rispetto tutte le opinioni e tutte le richieste, ma non permetterò a nessuno di ricattermi. I produttori di carburanti ci hanno anche minacciato che continueranno solo se ci sarà maggiore competizione. Più importante è che investano i soldi nello sviluppo di carburanti privi di emissioni. Alla fine, quel che conta per me sono le giuste argomentazioni, non le minacce”.

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