Ricordate l'incidente nelle libere del venerdì tra Lance Stroll e Max Verstappen a Portimao? Sul piano sportivo i due se la sono cavata, ma l'esplosione di rabbia da parte dell'olandese, che ha usato termini come "ritardato" e "mongolo", non è passata inosservata. Il richiamo è arrivato direttamente dalla Mongol Identity, un'associazione benefica che ha indirizzato una lettera a Max, redarguito anche da Helmut Marko. 

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Colpa del momento

Max, nella conferenza del GP dell'Emilia-Romagna, si è scusato: "Non volevo offendere nessuno, non l'ho mai voluto. Quando guidi a quelle velocità cose del genere possono capitare. Non dico che le parole che ho usato fossero quelle giuste, e so anche che non erano corrette, ma, di nuovo, dico che non volevo offendere nessuno". L'olandese a sua volta ha richiamato chi vuole costruire un caso su quelle parole, dicendo che non deve diventare una questione più grossa di quanto già sia. 

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Tutto chiarito con Lance

Ritornando all'episodio, Verstappen ha raccontato: "Stavo imprecando verso Lance, ma l'ho visto subito dopo. E' quello che sono i piloti, capita di essere arrabbiati tra di noi. Ma dopo cinque minuti ci siamo parlati e guardati occhi negli occhi, ed era già tutto finito. Per cui penso che a volte le cose vengano un po' fomentate dall'esterno, mentre io non volevo ferire nessuno in particolare. Credo che non serva ingigantire la questione, so che non è stato giusto ciò che ho detto, non posso cambiarlo ma sicuramente puoi imparare e fare meglio".

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