Stroll, Aston Martin in F1 oltre il marketing: ci sarà un legame con le supercar

Stroll, Aston Martin in F1 oltre il marketing: ci sarà un legame con le supercar

Il marchio ha gettato le basi per garantire lo sviluppo dei modelli stradali con la partnership Mercedes ampliata. Le corse serviranno da vetrina ma porteranno anche un travaso di soluzioni tecnologiche tra F1 e supercar stradali

Fabiano Polimeni

19 gennaio

Corse e prodotto vanno sempre più raramente a braccetto. Mai, nel caso della Formula 1 turbo ibrida. Un’irrilevanza tecnica per la produzione di serie che dovrà essere superata, almeno in parte, con i regolamenti destinati a entrare in vigore dal 2025. Un punto sul quale Sebastian Vettel si è espresso con modi critici verso la F1, che può ritrovare un ruolo di faro tecnologico “utile” in quella che è la frontiera degli e-fuel, carburanti sostenibili di seconda e terza generazione.

Formula 1 la cui rilevanza sul piano dell’immagine resta enorme, consentendo a chi vince di guadagnare un’eco di gran lunga superiore agli investimenti da centinaia di milioni di euro prodotti. È il punto che giustifica la presenza Mercedes, che nel “fare i conti” tra costi e benefici, in passato ha spiegato come l’equivalente esposizione mediatica globale ottenuta vincendo i titoli mondiali, sarebbe costata oltre 1 miliardo di euro in investimenti pubblicitari. Dati allora riportati da Dieter Zetsche.

Aston deve sfidare Ferrari

Alla Formula 1 come vetrina per il prodotto guarda Aston Martin. Lawrence Stroll è stato sufficientemente chiaro al tempo dell’investimento col quale ha salvato la casa inglese: Aston Martin dovrà sfidare Ferrari sul prodotto stradale e la Formula 1 dovrà essere il veicolo dell’immagine di marca. Ecco, un paragone quantomeno ambizioso visti i risultati record che da anni realizzano a Maranello sulla produzione di supercar. 

Sterzi a parte: Forza Imola!

“La Formula 1 è una piattaforma dal potere enorme, che avrà un ruolo chiave nella strategia complessiva Aston Martin nel far progredire l’azienda. È uno sport davvero globale con una base di pubblico ampissima e crediamo possa riuscire ad accendere di nuovo il brand e incrementare la desiderabilità in tutto il mondo”, analizza Stroll Sr. Per farlo, ancora meglio se i risultati sportivi saranno lì a supporto. Il marchio iconico c’è, il top driver pure, le fondamenta tecniche della collaborazione con Mercedes non mancano. Al team, riuscire nella miscela ottimale.

“Il ritorno di Aston Martin in F1 dopo più di 60 anni è un momento storico nella storia dello sport. È l’arena in cui molti dei più grandi e migliori marchi al mondo si sono sfidati e avuto successo, sarà una sfida entusiasmante per tutti, mentre siamo impegnati nell’obiettivo di portare questo marchio sportivo britannico tra quei nomi”.

F1, quale rilevanza per il prodotto?

Paradossalmente, il legame corse-prodotto è stato massimo dall’impegno che Aston Martin si lascia appena alle spalle. L’esperienza dell’Endurance in veste ufficiale, nel WEC e alla 24 Ore di Le Mans per dire due vetrine nelle quali le Vantage hanno corso e vinto, si è conclusa lo scorso anno.

Dalla Formula 1, al momento, mancherà un equivalente legame tecnologico. Un punto sul quale Stroll dice: “Si è molto parlato della rilevanza per le auto stradali della Formula 1 nelle ultimestagioni, vedremo reali trasferimenti di tecnologia e innovazione arrivare a cascata dalla pista alla strada. Dimostreremo quei legami tra Formula 1 e auto stradali, soprattutto con la nostra gamma di modelli a motore centrale, che lanceremo in futuro”.

Il riferimento è a progetti come Aston Martin Valhalla, attesa tra 2021 e 2022, intorno alla quale resta l’incognita del motore, se nel V6 ibrido sviluppato per la prima volta dopo decenni da Aston Martin, oppure, una fornitura Mercedes-AMG elettrificata, parte del recente accordo di espansione della partnership tecnica.

“La Formula 1 è un pezzo centrale della nostra strategia di marketing e un elemento chiave del business. È la vetrina perfetta per Aston Martin come brand e per le auto incredibili che produciamo”, ha aggiunto Lawrence Stroll.

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