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FLOP

Valtteri Bottas

Lasciamo per un attimo perdere l'incidente con George Russell. Colpa sua, colpa di George? Noi propendiamo per l'incidente di gara. Piuttosto, la vera domanda è un'altra: cosa cavolo di faceva, Valtteri Bottas, a giocarsi la posizione con una Williams? La chiave di lettura sta tutta qui, in questa amarissima constatazione per il finlandese, alla prese con un inizio di stagione complicatissimo. Le ragioni sono innanzitutto tecniche, perché con una Mercedes che ha perso un po' di stabilità al posteriore, ed in generale una parte del vantaggio che aveva sugli altri, Bottas non riesce più ad essere incisivo. Con una macchina più difficile da gestire, serve il manico. E Bottas al momento non riesce a venire a capo di questa situazione. Hamilton lo ha bastonato sia a Sakhir che ad Imola, su piste completamente diverse: ed è qui il dramma per Valtteri, incapace di reagire sia su una pista da trazione, sia su un tracciato molto diverso con più curve veloci, dove serve molta precisione all'avantreno. Il suo fine settimana è stato un incubo: ha sbagliato la qualifica e questo ha messo in salita la sua gara, in un GP in cui non è mai riuscito a trovare il guizzo per togliersi di mezzo dal gruppo, fino al patatrac. Adesso non ha nemmeno senso stare a rimuginare sui 28 punti di distacco che Hamilton gli ha già rifilato: ora serve ritrovare fiducia e prestazioni, pena ritrovarsi con un volante sempre più in bilico.

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Sergio Perez

Favoloso in qualifica, a 35 millesimi dalla pole e davanti a Verstappen. Ma disastroso in una gara in cui non ne ha azzeccata una. Gloria rimandata per Sergio Perez, finito dietro la lavagna nella domenica di Imola. Male al via, male al primo giro quando si è fatto passare da Leclerc, male quando ha commesso due errori in uno sotto safety car, prima perdendo la macchina e poi riprendendosi le posizioni in maniera tale da beccarsi una penalità da parte dei commissari. In una corsa così caotica, correre nel gruppo non è mai un bene (il suo GP è stato reso ancor più difficile dai problemi riscontrati con il volante, sostituito in occasione della sosta), ma ha peggiorato ultieriormente la situazione finendo due volte nella ghiaia. Ha provato a rimontare, ma si è fermato ad un soffio dall'ultima posizioe utile per i punti, artigliata da Alonso. A dirla tutta era finito 12°, ma la penalità di 30” a Raikkonen gli ha concesso di guadagnare una ma inutile posizione per smuovere la classifica. Una doccia fredda dopo un gran sabato, c'è ancora qualche chilo di pane da mangiare per avvicinare costantemente Verstappen.

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Fernando Alonso

“Non mi interessa prendere un punto in più, ne ho fatti più di mille in carriera”. Così, Fernando Alonso, rispondeva al suo ingegnere di pista ad Abu Dhabi 2018, suo ultimo Gran Premio prima del ritorno nel 2021. In quella corsa Nando chiuse 11° e così il suo score rimase fermo a 1899 punti raccolti, diventati 1900 tondi dopo il GP dell'Emilia Romagna. Ma non basta, non serve a rendere felice Fernando Alonso che, per quanto sottolinei i passi avanti a livello di feeling con la vettura, non può essere soddisfatto di Imola. Passi per la macchina, ma lo spagnolo le ha prese anche da Esteban Ocon. In qualifica ha rischiato l'esclusione già in Q1 per meno di un decimo e mezzo di vantaggio su Raikkonen, e forse, senza l'errore di Tsunoda, l'esclusione sarebbe arrivata; in Q2 la situazione non è migliorata, ed Alonso ha finito 15° con il compagno in top ten. Pure la domenica è cominciata male, con l'errore mezz'ora prima della partenza, mentre i piloti portavano le macchine in pista. Il dato statistico del punto guadagnato è buono solo per addolcire la giornata, ma è un brodino. Ocon è stato più incisivo, più in palla, mentre Nando ad Imola ha vissuto soprattutto all'ombra. Ed anche la zona punti è arrivata solo per la penalità di Raikkonen, altrimenti avrebbe chiuso 11°. Manca la prestazione, ma per adesso Nando recita il ruolo dell'inguaribile ottimista, sottolineando l'importanza di finire questa gara per approfondire il livello di conoscenza della vettura. Ci sta, dal suo punto di vista, anche se si intravede l'incubo di vivere l'ennesima stagione nella mediocrità.

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