Un fine settimana difficile, conclusosi con il 7° posto sotto la bandiera a scacchi e la leadership persa nel campionato Piloti, ora appannaggio di Max Verstappen, ora avanti 105 a 101. Lewis Hamilton aveva il broncio domenica pomeriggio dopo il GP di Monaco, e ci ha tenuto a ribadire che per lui la pista di Montecarlo non è adatta per gareggiare. Questo nonostante nel Principato sia riuscito a cogliere tre vittorie (2008, 2016 e 2019) e due pole position (2015 e 2019).

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A Monaco non ci si diverte

Il suo commento, amaro, a fine corsa è stato questo: "Probabilmente non rivedrò questa gara. Forse guarderò un momento saliente solo per capire meglio come ho fatto a perdere due o tre posizioni, ma sono contento che il GP sia alle spalle, è stato molto lungo. L'ho detto più e più volte, non importa in quale posizione ti trovi, questa non è una pista divertente su cui correre. Non vedi sorpassi, fai fatica a seguire chi ti precede. Questa gara è fantastica, ovviamente, quando la vinci, ma è noiosa anche quando sei in testa e sei molto avanti. Sono sicuro che per Max non sia stato un pomeriggio troppo emozionante".

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Lewis mercoledì diceva tutt'altro!

Parole forti, che stridono con le dichiarazioni dello stesso Hamilton rilasciate al mercoledì in occasione della conferenza stampa. Nella giornata precedente alle prime prove libere, il pilota della Mercedes infatti aveva parlato in maniera totalmente differente del circuito monegasco: "Montecarlo mi fa pensare immediatamente ad Ayrton. In generale, ogni pilota ama Monaco, lo vedo come un dono che ci sia permesso di guidare su una pista del genere con vetture di Formula 1. Qualcuno potrebbe obiettare che a Monaco vengono assegnati 25 punti come nelle altre gare, ma non è così, perché un trionfo qui è molto speciale. Monaco è l'esperienza più intensa per un pilota, tutto accade in modo incredibilmente rapido, cosa che mi stupisce sempre ogni anno".


Parole, quelle di domenica, evidentemente dettate dalla delusione di un GP in cui niente è andato bene, al termine di una corsa spesa tutta quanta negli scarichi dell'AlphaTauri di Pierre Gasly, senza riuscire a mostrare mai il vero potenziale della Mercedes, motivo di frustrazione per l'inglese. Il quale, in una giornata diversa, avrebbe certamente apprezzato di più l'ebbrezza di sfiorare i muretti in un circuito magari poco propositivo in fatto di sorpassi, ma comunque unico.

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