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Esteban Ocon

Storie di redenzioni sportive, cadute e rinascite. Esteban Ocon, proprio come il connazionale Pierre Gasly, ha dovuto ingoiare qualche rospo prima di ottenere la prima vittoria della carriera. Pierre aveva dovuto scontare una bocciatura ed una retrocessione dalla Red Bull alla Toro Rosso, Esteban addirittura è dovuto starsene fermo un anno a guardare gli altri correre mentre si domandava se ci sarebbe stato un futuro per la sua carriera in Formula 1. Un ambiente dove gli hanno sempre messo di fianco gente che sapeva andar forte, e di questo nessuno sembra mai troppo tenerne conto: il classe 1996 ha debuttato nel 2016 con la Manor al fianco di Pascal Wehrlein (uno capace di portarla pure a punti, quella Manor), pilota finito troppo presto fuori dal giro; poi in Force India/Racing Point ha dovuto fare i conti con Sergio Perez prima di passare in Renault (poi Alpine) e vedersela con Daniel Ricciardo e Fernando Alonso. Lo stesso Alonso che stava iniziando a dargli, sportivamente parlando, delle legnate una volta trovato l'anteriore che desiderava con la sua A521. Dopo il rinnovo, Ocon si era come eclissato, con addirittura due esclusioni in Q1 in Austria, quattro gare senza punti prima di Silverstone e parecchie bocciature (anche su queste pagine). In Inghilterra però è arrivato il nuovo telaio, la fiducia è tornata e quando le stelle si sono allineate in una giornata inattesa e indimenticabile si è fatto trovare pronto. Da oggi comincia un'altra carriera: è risaputo che rompere il ghiaccio apre nuovi scenari nella testa di un pilota, che acquista autostima e consapevolezza dalla prima vittoria. Vincere aiuta a convincerti che puoi farcela, che sei uno in grado di stare lassù: e indipendentemente dal riuscirci ancora o meno in futuro, questa consapevolezza Esteban se la porterà nel cuore e nella testa.

Ocon: "Momento bellissimo e dolce"

Fernando Alonso

Avrebbe dato un braccio per esserci lui al posto di Ocon. Sarebbe stato un ritorno ad un successo che manca da 8 anni e che gli avrebbe consentito di vincere tre giorni dopo il suo 40° compleanno: abbastanza per fare ancora di più la storia. Ma quando si racconterà della vittoria di Esteban Ocon e dell'Alpine, non si potrà tacere del peso avuto da Fernando Alonso in questo successo. Chiamatelo Leonida, che pur consapevole di perdere fa di tutto per ritardare la resa nel tentativo di aiutare la sua gente, oppure chiamatelo Chiellini, un suo quasi coetaneo che nonostante l'età nel corpo a corpo, quando si tratta di difendere, non lo frega quasi nessuno. Nando sapeva che la battaglia con Hamilton prima o poi avrebbe sorriso all'inglese, ma ha stretto i denti per tenerlo dietro il più a lungo possibile. Ne avevano tremendamente bisogno Ocon e l'Alpine, ma non prendiamolo solo come un atto di estrema generosità: ne aveva bisogno anche lui ed il suo spirito, da tempo bramava di confrontarsi con i numeri uno e riassaporare vecchie battaglie lo ha fatto sentire giovane, ancor più giovane di quanto lui stesso si senta. Quella difesa lì, con quella malizia lì, è stato un balsamo per chi aspettava da tempo un confronto tra campioni: l'errorino in frenata ci ha privato di uno spettacolo che sarebbe potuto essere anche più lungo, e di cui avremmo goduto volentieri.

Hamilton, malore dopo la gara

Williams

Bentornati! Dopo due anni senza vedere la zona punti, il team di Grove è riuscito a smuovere una classifica che adesso ringrazia, dal momento che la Haas è stata staccata e l'Alfa Romeo superata. Dopo tante occasioni fallite, un sorriso per la storica scuderia di sir Frank, brava ad artigliare una ghiotta opportunità. E dire che non era cominciato neanche bene il fine settimana ungherese, con Russell escluso in Q1 per la prima volta in stagione. Invece gli eventi sono stati favorevoli al team sopravvissuto con i fondi di Dorilton Capital, società americana che si è goduta la prima vera soddisfazione da quando, l'anno scorso, è subentrata al posto della famiglia Williams. I punti sono arrivati con entrambe le macchine (non accadeva da Monza 2018), con un Latifi sorprendentemente davanti a Russell. George è scoppiato in lacrime a fine gara, e durante il GP non aveva esitato a mettersi al servizio del team: “Se serve, compromettete la mia gara per aiutare Nicky”, aveva detto in radio nel caso fosse servito qualcosa per aiutare la macchina meglio piazzata. Con il 7° posto del canadese e l'8° dell'inglese sono arrivati 10 punti tondi, più di quelli raccolti negli ultimi tre anni e mezzo (furono 7 nel 2018, solo uno nel 2019, zero lo scorso anno e zero erano in questa stagione prima di Budapest), e con il miglior risultato da Interlagos 2017, con il 7° posto di Massa. Per ritrovare una Williams in doppia cifra, invece, tocca risalire a Monza dello stesso anno, con Stroll 7° davanti a Massa. Nel finale Russell girava molto più veloce di Latifi, sul quale ha ricucito un distacco di quasi 15” per portarsi solamente ad un secondo di ritardo, ma difficilmente George avrebbe tentato un attacco con qualche giro in più a disposizione: questi punti erano fondamentali per la Williams, che ora spera di vivere giornate più serene.

Sterzi a parte: Nando e Lewis tra cuore e sedere

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