La FIA ha respinto la richiesta di revisione della squalifica di Vettel al GP d’Ungheria, ma il team - come annunciato da Otmar Szafnauer in un comunicato - si riserva il diritto di esaminare la sua posizione per valutare la possibilità di procedere con un appello.

Vettel si è visto cancellare il secondo posto perché i giudici hanno riscontrato che la monoposto inglese aveva terminato il GP con solo 0,3 l di carburante, mentre il regolamento ne richiede 1 litro come quantità minima.

Il tentativo dell'Aston Martin

Al fine di salvare il podio e i punti presi dal tedesco, l’Aston Martin ha prodotto nuove prove per richiedere la revisione della squalifica. Secondo i dati delle telemetria, la AMR21 #5 aveva ancora 1,44 litri di carburante, ma a causa di un guasto al sistema di alimentazione, una grossa quantità di benzina è stata scaricata dalla vettura, impedendo ai giudici di pompare il carburante necessario per le analisi di fine gara.

I commissari non hanno contestato le nuove prove portate dal team di Gaydon, ma hanno comunque giudicato inammissibile l’appello: il regolamento parla chiaro: la vettura deve terminare la gara con almeno un litro di carburante senza nessuno spazio per le eccezioni.

Ovviamente la decisione finale è stata accolta con molta delusione dall’Aston Martin. Il team principal Szafnauer ha commentato: “Abbiamo portato nuove prove, rilevanti per dimostrare alla FIA che la squalifica andava cancellata. Sfortunatamente, nonostante l’evidenza, la decisione finale è stata diversa perché le prove, che non sono state contestate, sono state giudicate irrilevanti. È una situazione frustrante”.

Gli effetti sul campionato

La squalifica di Vettel ha avuto effetti non solo su classifica e risultati dell’Aston Martin, ma anche sulla corsa al mondiale piloti. Hamilton, infatti, prendendo il secondo posto, ha guadagnato altri due punti sui Verstappen, portando il suo vantaggio a 8 punti  nella classifica piloti.