Come Leclerc anche Alonso, Norris, Vettel. Situazioni in gara dai gradi di azzardo e difficoltà della chiamata differenti, negli ultimi giri del GP di Russia. Tra chi ha provato a pescare il jolly con poco o nulla da perdere, chi ha fatto la scelta errata e rimesso la gara, chi come Ferrari e Leclerc si è trovata a metà, tra un gran risultato potenzialmente raggiungibile e un onorevole piazzamento a punti.

L'editoriale del Direttore: I diavoli e l'acqua santa

Sainz, i problemi di gomme e il rischio undercut

Inaki Rueda spiega come si è arrivati a definire le strategie sulle due monoposto. Sainz ha recuperato il podio dopo un primo stint nel quale è andato in sofferenza con le gomme, causa graining. "Con Carlos la strategia era di essere molto aggressivi nel primo stint. Ha fatto una partenza fantastica prendendo il comando della gara da Norris. Ha condotto la gara fino al giro 14 e le sue gomme hanno iniziato a soffrire e ci siamo dovuti fermare per evitare di subire l'undercut da macchine che erano dietro di noi", spiega Rueda.

Per un primo stint non certo tra i più lunghi per Sainz (leggi Carlos che definisce Sochi come il miglior week end da ferrarista), Leclerc ha potuto sfruttare la gomma dura e spingersi più in là con la strategia, in rimonta sull'asciutto: "Prima che arrivasse la pioggia, con Charles avevamo delle aspettative oneste di finire settimi o ottavi. Ha iniziato a piovere al giro 46  e ci siamo trovati con due macchine in due situazioni molto diverse tra loro".

Se con Sainz le opzioni strategiche erano di fatto limitate solo al tipo di gomma da montare nel finale di gara, con Leclerc lo scenario è stato un altro, potenzialmente da podio.

"Eravamo certi che Carlos avrebbe dovuto fermarsi per montare gomma morbida o intermedia. Era terzo con gomme dure e usate da 31 giri, molto usate quindi. Ha pittato e montato intermedie perdendo alcune posizioni ma perlomeno abbiamo pensato: ok, non c'è modo che riesca ad arrivare a fine gara se non lo fermiamo per il cambio gomme.

Leclerc, la pista umida e il dilemma tattico

Con Charles la storia era molto diversa. Avevamo fatto il cambio gomme solo 10 giri prima che iniziasse a piovere, montando gomma media. La gomma si stava comportando piuttosto bene in condizioni di pista umida. Stava recuperando posizioni, così ci siamo trovati al giro 50 in una situazione difficile, dove abbiamo pensato: ok, sta iniziando a piovere di più, abbiamo il podio in vista se riusciamo a sorpassare due macchine davanti o se rientrano ai box.

In alternativa, rientriamo ai box insieme alle macchine che ci sono davanti e finiamo settimi o ottavi". Il dilemma strategico: accontentarsi di un piazzamento quasi garantito ma ordinario o provare a realizzare il colpo? 

Leggi anche: I team radio del GP di Russia

Studiare meglio l'evoluzione meteo

"Ne abbiamo discusso con Charles, gli abbiamo detto 'pensiamo che arriverà una pioggia più intensa, sarà difficile restare in pista. Però se riusciamo a stare in pista per altri 3 giri c'è una buona opportunità di ottenere un ottimo risultato'. Abbiamo deciso di restare fuori.

Hamilton: "Incredibile che non abbia mai corso per Ferrari!"

Sappiamo adesso che è stata la decisione sbagliata. Sono decisioni difficili che si presentano molto spesso in condizioni di bagnato", prosegue Rueda.

"Col senno di poi avremmo fatto alcune cose diversamente, la più grande però è una valutazione migliore delle condizioni di pioggia al giro 50, 51 e 52".