Ci sono trofei che brillano per la loro preziosa forgiatura, ed altri che risplendono di luce propria. E le intermedie di Ocon del GP di Turchia sono decisamente una coppa di inestimabile valore. Il francese dell'Alpine, è stato l'unico a Istanbul a decidere di non fermarsi per tutta la durata della gara e ha completare i 58 giri senza mai andare ai box per cambiarle. Devastate, sbrindellate e quasi distrutte: "Ancora un giro, poi, e avremmo avuto una foratura", ammette Esteban. Una scommessa vinta, ma rischiosissima, grazie a una buona dose di fortuna.

La gomma? Non ha proprio un bell'aspetto

Quell'anteriore sinistra di Ocon, con un cratere e tele esposte e senza più gomma, è molto più di uno pneumatico, è diventato il simbolo per l'Alpine di indomito coraggio e di resilienza in un Mondiale che sta regalando tante soddisfazioni alla scuderia. Dal ritorno di Alonso, all'arrivo di Brivio come racing director, alla prima storica vittoria in carriera in F1 di Esteban al GP d'Ungheria, al quinto posto nella classifica costruttori dietro alla Ferrari (per ora): il team con sede a Enstone macina grandi prestazioni.

Imprese che però a livello di risultati non corrispondono: Ocon domenica infatti è partito 12° e ha chiuso 10°, guadagnando un solo punto seppur abbia portato a termine un'impresa che mancava dal GP di Germania del 1993 con Gerhard Berger su Ferrari. 

È stato un rischio, sì. E alla fine siamo stati ripagati con un punto. La gomma non ha un bell’aspetto, ma penso che la appenderemo al muro in fabbrica. L’anno scorso ho avuto un incidente nel primo giro, e fondamentalmente da lì in poi ho guidato sulle intermedie per tutta la gara. Quindi ho pensato che anche quest’anno potessimo riprovarci, anche se è stata dura".