Un'atmosfera sorprendentemente calorosa, molto più del previsto. Romain Grosjean è rimasto positivamente colpito dal benvenuto che gli ha dato il mondo della Indycar in occasione del suo primo test nel campionato americano.

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Una calorosa accoglienza

Tre mesi dopo il terribile incidente di Sakhir, l'ex pilota della Haas è tornato a calarsi in una monoposto, ma i primi pensieri sono andati alle persone che gli hanno dato il benvenuto. Un modo di fare che lui stesso ha ammesso non aver sempre adottato in passato verso i nuovi piloti. Ad attenderlo, c'erano anche altri ex piloti di F1: "E' decisamente diverso da come ero abituato. E' stato meraviglioso, Marcus Ericsson aveva ragione a dirmi di venire in America. Poi ho già avuto una piacevola conversazione con Sebastien Bourdais, era nel box vicino al mio, quindi è stato facile parlare. Anche Takuma Sato è venuto da me, ed ho visto pure alcuni degli altri ragazzi, Simon Pagenaud nella corsia dei box che stava guidando, gli ho fatto un cenno e lui me l'ha restituito. Quindi in generale è stata una bella giornata sotto questo aspetto".

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Il compagno di team non è un nemico

Grosjean correrà nella squadra di Dale Coyne ed avrà come compagno Ed Jones: "Con Ed, il mio compagno di squadra, abbiamo un buon rapporto. Gli ho detto che un tempo ero uno stro*** come compagno di squadra, ma ora ho 35 anni e mi piace essere amichevole. In pista vuoi batterli, non c'è dubbio, ma al di fuori della pista penso che se è possibile essere amici, è grandioso".

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Le differenze con la F1

Poi il ginevrino è passato a parlare delle sensazioni in pista: "Ad essere onesto, mi sono sentito subito a casa. Non avevo alcuna apprensione o altro, pensavo solo ad andare là fuori e conoscere la macchina. Il vero punto interrogativo sarà la prima gara il 18 aprile qui a Barber. Ma per ora a livello di guida è tutto ok". Anche un piccolo errore in curva 1 durante il test, ma niente di preoccupante, come ha spiegato: "Sono entrato semplicemente troppo forte. Quando sono andato sul freno, ho anche alzato l'acceleratore, cosa che fai sempre ad alta velocità. Ma poiché su questa macchina c'è un differenziale meccanico, si apre il differenziale quando lo fai e quindi ti fa perdere aderenza sulla macchina, mentre in Formula 1 la vettura si stabilizzerebbe. Quindi direi che è stata un'esperienza di apprendimento, infatti poi non mi è più successo ed è andata meglio".

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Serve migliorare

Per ora nessun tempo sul giro ufficiale, ma Grosjean sa di dover migliorare essendo solo alla sua prima esperienza su una IndyCar: "Non sono riuscito ad avere niente di più dall'ultimo treno di gomme, per qualche motivo non funzionava. Il sole poi era vicino, e la visibilità è diminuita. Credo però che con il set precedente, a metà pomeriggio, abbiamo fatto un discreto tempo sul giro, soprattutto considerando le condizioni della pista, forse un po' più  calda. In generale comunque non saprei, è difficile da dire. La lotta è molto serrata, dobbiamo continuare a lavorare e io devo continuare ad adattare il mio stile di guida per capire come andare più veloce in IndyCar. E' un po 'diverso da una vettura di Formula 1 ".