Sei volte in qualifica davanti a Lewis, quattro pole position, tre vittorie. Un 2019 poi non così male, quello di Valtteri Bottas, considerato il metro di paragone che si ritrova ad avere accanto e il ruolo nel meccanismo perfetto Mercedes.

Il momento più negativo del campionato lo vive a Hockenheim, un errore grave, che avrebbe potuto ridurre il distacco nel mondiale Piloti e tracciare un quadro, adesso, più favorevole pur nella logica di un Hamilton dominatore del campionato.

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A Melbourne, alba mondiale, il liberatorio team radio dopo la vittoria: “A chi di dovere, vaff****lo”. Allora si disse fosse all’indirizzo dello sponsor personale che aveva deciso di interrompere la collaborazione. C’era lo sfogo generale indirizzato anche ai critici a oltranza, dopo un 2018 difficilissimo da digerire e con la statistica a dire 0 vittorie, quando altro avrebbe meritato e potuto ottenere.

IL VAFFA HA DESTINATARI CHIARI

Suzuka, terzo successo stagionale, vale un paio di uscite altrettanto liberatorie. Sottile, quella in gara, con il responsabile delle strategie, James Vowles. Spesso è stata la voce delle istruzioni sul gioco di squadra da attuare, sempre rispettato da Valtteri, anche nelle richieste più difficili da accettare per un pilota. L’ultima, a Singapore: il passo gara da rallentare per non finire davanti a Hamilton dopo il pit-stop di Lewis, in una chiamata chiaramente sbagliata del muretto box.

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Così, Valtteri dopo il traguardo, inverte i termini della “solita” comunicazione: dal “Valtteri, it’s James” prodromico all’ordine di scuderia, il pilota finlandese ha regalato un: “James, it’s Valtteri...”.

Il mondiale 2019 di Bottas è vissuto su una prima metà di campionato ad alto rendimento, prima che Hamilton iniziasse a fare l’Hamilton e martellasse successi in serie da Barcellona al Paul Ricard.

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Nel dopogara, il concetto espresso a Melbourne torna, stavolta chiaramente indirizzato, dai microfoni di Sky UK: “E’ una bella sensazione vincere, è chiaro che ci sono diverse persone che dicono come, solitamente, io non abbia performance nella seconda metà dell’anno, come alcuni pensano avvenga di regola.

Quindi, è a loro che dico vaff****lo”.