Rischia di diventare prigioniero di un numero, il record di vittorie appena eguagliato e con la logica progressione che lo porterà ben oltre i 91 successi, Lewis Hamilton. È molto di più l’inglese, come altri grandi del passato sui quali le cifre non rappresentano la straordinarietà del pilota. Tant’è che la statistica e lì, semplicisticamente a rendere confronti che, in Formula 1 come in tanti altri sport, non potrebbero farsi in modo assoluto, se non con i distinguo dei tempi, delle condizioni: le premesse.

Conta il percorso più del numero

Appartiene al proprio periodo storico Lewis, che certo ha avuto il pregio di saper scegliere i tempi e le condizioni necessarie per diventare uno dei grandissimi della Formula 1. Si ritrova a dover commentare i giudizi altrui, i distinguo naturali tra epoche diversissime, che fanno il contesto nel quale si dipinge il proprio quadro.

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“Si parla molto in tutti gli sport sul più grande, del passato e del presente, penso sia quasi impossibile fare dei paragoni. C’è tutto questo discutere su chi è e chi non lo è, per me non è importante. Quel che è importante è il viaggio, è ciò che abbiamo fatto lungo la strada, gli ostacoli affrontati. E tutti hanno un percorso differente”, racconta Lewis.

Un percorso che in era turbo ibrida è vero non ha visto avversari all’altezza di contendere il titolo fino alla fine, mettere pressione su 21 GP senza sosta, per mancanze della concorrenza e per una posizione iniziale di indubbio vantaggio tecnico Mercedes. Ecco, a Lewis e ai tecnici di Brackley non si può non riconoscere un’incessante determinazione a migliorarsi.

Non farò come loro

Ai detrattori, specialmente se piloti, grandissimi del passato, Lewis dice: Forse un giorno se la faranno passare. Ho così tanto rispetto per le leggende del passato, anche per quelle che continuano a parlare di me sempre in modo negativo. Li tengo ancora in gran considerazione perché so come fosse un periodo storico diverso, incredibilmente difficile per loro.

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Tra 20 anni, quando mi guarderò indietro, non tratterò con arroganza nessun giovane pilota che ce la starà facendo e avrà successo, perché una responsabilità di un pilota più grande è di far splendere la luce più chiara possibile e incoraggiarli”.

E sarà ancora diverso il modo in cui i numeri verranno riscritti, dai Verstappen o dai Leclerc, o da chi saprà scrivere il viaggio scegliendo sempre per il meglio: “Ci sarà qualcun altro, che sia Max o chiunque altro, a inseguire il record che eventualmente avrò stabilito. È l’approccio errato sperare che non riesca a batterlo. Andrebbero incoraggiati a vivere il loro pieno potenziale e, se questo vuol dire portarli al primato, è straordinario”, riporta l’agenzia Reuters.

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