E' un Felipe Massa che non corre più, ma che osserva tutto. E che è in grado di dire la sua su tante cose: la Ferrari di oggi e di domani, di Alonso, di Hamilton, di Schumacher, del figlio di Michael e del suo, Felipinho, senza, ovviamente sottrarsi alle domande personali.

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In una lunga intervista alla testata spagnola AS, Massa ha analizzato in primis la situazione del Cavallino: "E' un momento molto difficile per la Ferrari. È triste vederli così, con tutti i problemi che stanno avendo quest'anno. Ci sono già stati anni difficili, in cui la macchina non era competitiva, ma sicuramente non come quest'anno. I piloti? La vettura è la cosa più importante, senza una macchina competitiva non puoi vincere e questo non dipende dai piloti. Non è il momento migliore per Sebastian, pensa di non essere trattato bene e per la squadra non è una buona cosa avere un pilota in questa situazione. Credo che la sua partenza sia la soluzione migliore per entrambi. Sainz? Ha già mostrato la sua velocità quando ha debuttato in Formula 1, ma soprattutto negli ultimi due anni, ottenendo buoni risultati con la McLaren e credo che possa fare bene. Charles è in un grande momento, non sarà facile per Sainz, ma può fare un ottimo lavoro ed essere forte con la Ferrari".

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Alonso e Schumi, convivenza diversa

Poi Felipe ha parlato del grande ritorno del 2021, quello di Fernando Alonso: "Fernando è un fenomeno, è difficile trovare un talento del genere. Per il prossimo anno però bisogna tenere a mente che arriva in una squadra non al vertice e lui è fuori dalla F1 da due anni, questo può essere negativo, anche Schumacher è stato fuori per tre anni e non è tornato al livello di prima. Inoltre Fernando avrà 40 anni e combatterà con piloti che hanno dai 20 ai 25 anni. L'età potrebbe essere un problema, ma bisogna riconoscere che Alonso è un talento e può fare bene. Per la F1 è molto positivo il suo ritorno. Per me Alonso è stato più duro da affrontare di Schumacher, ma eravamo in situazioni diverse: Michael era come un maestro e siamo stati compagni per un solo anno, non ho avuto con lui quella rivalità che c'è stata con Alonso, con il quale ho corso invece per tanti anni. Credo che complessivamente Schumacher sia stato più forte, è vero che Fernando ha avuto meno auto competitive ma Schumacher ha vinto 7 titoli e 91 gare, i numeri sono importanti".

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Hamilton, forse il più grande

E quindi, parlando di numeri, il discorso si ricollega immediatamente ad Hamilton: "Credo che Lewis possa essere messo al livello di Schumacher, ha dimostrato le sue capacità sin dal primo anno in F1, riuscendo a stare davanti a Fernando e non vincendo per l'errore ed i guai in Brasile. I numeri sono dalla sua parte, oggi è il migliore in griglia e forse della storia, quest'anno ha battuto i record di Michael e come ho detto prima i numeri sono molto importanti".

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Da Michael e Felipe a Mick e Felipinho

Da Michael a Mick, Massa ha parlato anche del figlio dell'asso tedesco, che ormai sembra prossimo allo sbarco in F1: "Mick sta facendo un lavoro molto buono. Ha avuto problemi all'inizio, non riuscendo ad ottenere i risultati sperati, ma ad un certo punto ha cominciato a vincere ed a fare buone gare. Penso che vincerà la Formula 2 e che sarà in F1 il prossimo anno con Haas. Sarà fantastico vedere un altro Schumacher, un cognome passato alla storia. Spero che Michael possa vedere suo figlio in F1. È sempre un sogno per un padre che un figlio in F1, spero che possa sentirlo. Felipinho? Gli piacciono i go-kart, ma solo per divertimento, al momento gli piace di più il calcio. Ed è un tifoso del San Paolo come me, anche se non è un momento facile per la squadra".

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Le corse? Niente al momento

Dopo aver parlato di tutti, una risposta su se stesso: è davvero finita la carriera di Felipe Massa? A 40 anni, forse è tempo di pensare ad altro: "La Formula E mi è piaciuto molta, è un campionato molto divertente. E' stato bello partecipare, ma non ho ottenuto i risultati che mi aspettavo. L'auto non era facile da guidare, era molto pesante e non era neanche così piacevole come mi sarei aspettato. Ho deciso di non continuare e pensare alla mia vita, ad altri lavori, non so se resterò a Monaco o tornerò in Brasile. Mi piace gareggiare, sicuramente lo farò, ma non ho nulla in mente e deciderò con calma. Non è il momento ideale per la IndyCar, è rischiosa e ci sono stati incidenti gravi negli ultimi anni, penso che non sia il momento di andarci, il prossimo anno compirò 40 anni e devo pensare ad altre cose, alla mia vita, alla mia famiglia, eccetera. Molte persone mi hanno chiamato, dalla Stock Car in Brasile o dal WEC. Le Mans è una pista molto interessante, mi piace, ma al momento non ho niente in mente". 

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Al lavoro per il mondo dei kart

Felipe sembra molto più concentrato sul ruolo di presidente della International Karting Commission della International Automobile Federation: "È un lavoro intenso, voglio cambiare la mentalità del karting e soprattutto i costi, perché è molto costoso, dobbiamo migliorare la scuola delle corse. Ho ottenuto molte più cose di quelle che sognavo da bambino e penso di doverne restituire una parte ai giovani piloti. Uno deve pensarci ed è per questo che ho accettato la posizione quando mi è stata offerta da Jean Todt. Un'altra cosa da migliorare è rendere tutto meno complesso, abbiamo troppe categorie. Ad esempio, devi usare la stessa attrezzatura in Europa come in Brasile. Ci sono molte cose da fare".

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