A luglio Sebastian Vettel compirà 34 anni, ancora troppo pochi per smettere di sognare. Alla sua età Michael Schumacher portava a casa il sesto titolo ed il presente mostra esempi illustri di come l'età, con le giuste motivazioni, non sia un problema: guardare Kimi Raikkonen, 41 anni compiuti lo scorso ottobre, e Fernando Alonso, che in estate taglierà il traguardo delle 40 primavere.

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Contano macchina e team

Il pilota della Aston Martin, in un'intervista a RaceFans, si è detto convinto di poter fare ancora bene facendo riferimento al fatto che non ci sono solo piloti giovani in F1: "Non sono troppo vecchio. Voglio dire, ci sono piloti più anziani che sono in griglia piuttosto che piloti più giovani, poi c'è anche Mick (Schumacher, ndr) che porta un po' di sangue nuovo. Ma non credo sia una questione di età, penso che sia più una questione di, avere la macchina e la squadra intorno a te. Da quando ricordo in Formula 1 è stato sempre così, non è un segreto che negli ultimi anni dovevi essere su una Mercedes per lottare davvero per il campionato. Penso che volte ci siamo avvicinati con la Ferrari, ma non ci siamo mai avvicinati abbastanza per avere voce in capitolo nelle ultime due o tre gare ".

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Le differenze con la Ferrari

Rispetto alla Ferrari le differenze in Aston Martin sono molte, a partire dalle dimensioni della squadra: "L'anno scorso non ero felice, quest'anno invece non vedo l'ora di cominciare. Qui c'è un grande gruppo di persone, lo spirito è fantastico e c'è molto entusiasmo. Ovviamente il team è molto piccolo se lo si confronta con la Ferrari all'inizio, ma questo è in parte dovuto al fatto che non progettiamo il motore e dall'altra è che la squadra sta ancora crescendo, quindi praticamente l'opposto della maggior parte delle altre grandi squadre e ovviamente della squadra per cui ho corso prima. Per cui le cose sono un po 'diverse, ma non si tratta dell'aspetto stravagante o delle costose sedie di design in ufficio, parlo del lavoro svolto dietro le quinte. Da quello che ho visto penso che le persone siano molto capaci e molto talentuose, probabilmente per la prima volta nella storia della squadra nell'ultimo anno e mezzo sono due anni che hanno l'ossigeno per respirare".

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Costruire un team vincente: l'esempio Mercedes

Poi Vettel ha illustrato la sua idea sull'importanza dei progetti a lungo termine: "Fare piani a lungo termine è essenziale per vincere. Se guardiamo la Mercedes, sono partiti da qualcosa nel 2011 o 2012 e poi sono diventati davvero vincenti con il nuovo propulsore, con cui si sono fatti trovare pronti prima di chiunque altro. Ma la macchina non era davvero eccezionale nel 2014, dal punto di vista del telaio. E da quel momento in poi, dovrei dire dal 2011, ci sono voluti altri cinque anni per costruire davvero un'auto che fosse considerata la migliore anche nel telaio. E' questo il tempo che ci vuole. Tutti hanno lo stesso tempo a disposizione ma non tutti riescono a fare il lavoro che serve per vincere, ci sono molti progetti in corso, diversi produttori e alla fine solo uno può vincere, la Mercedes è stata la più forte. Quindi tanto di cappello a loro. Gli altri non sono stati abbastanza bravi".

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Quinto titolo? Chissà

Poi Vettel ha concluso dicendo che per tornare a vincere lo scoglio non è l'età, ma la direzione che prenderà la F1: "Oggi forse una squadra può permettersi di impiegare meno tempo per raggiungere la vetta, ma questo lo si scoprirà solo con l'introduzione del nuovo regolamento: "Adesso la F1 sta cambiando - ha detto il quattro volte campione del mondo -, forse non servirà più un lasso di tempo dai tre ai cinque anni per vincere, lo scopriremo in futuro. Questa è la speranza, credo che tutti vogliano essere un po 'più vicini alla vetta e non essere sul podio solo perché quelli davanti si sono ritirati, ma lottare davvero per il podio". Per cui, Vettel crede che le sue possibilità di artigliare il quinto titolo dipendano soprattutto da questo piuttosto che dall'età: "Dal punto di vista dell'età, penso di avere ancora molto tempo a disposizione. Quinto titolo? In tutta onestà, penso dipenderà dalle circostanze di come andranno le cose nel prossimo futuro".

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