Riguardo Barcellona, c'è sempre uno schieramento opposto. Da un lato, e sono la maggioranza, ci sono quelli che pensano che il Montmelò sia una noia mortale, ed effettivamente in Catalogna di gare belle non se ne vedono da un po'. Dall'altro invece c'è chi aspetta Barcellona per capirci qualcosa di più, perché a livello di indicazioni tecniche, pochi altri tracciati hanno la stessa importanza del circuito spagnolo.

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A Barcellona senza test

Non a caso, il Montmelò è da tempo la sede ideale per i test. Passi per quest'anno, con il Bahrain che era un vantaggio in termini logistici garantendo al tempo stesso maggiori certezze meteorologiche (con tre giorni appena a disposizione, scongiurare la pioggia faceva gola a molti). In questa stagione, in cui le prove invernali a Barcellona non ci sono state, la città delle Ramblas è attesa non tanto per lo spettacolo (si sta parlando di reintrodurre il vecchio curvone finale al posto della chicane, che ha fatto peggio che meglio dal punto di vista dello show) quanto per aiutare a comprendere un po' di più i valori in campo. Del resto, al Montmelò c'è un po' di tutto: un lungo rettilineo, curve veloci e curve lente, cambi di direzione. Un banco prova a livello telaistico ed aerodinamico non indifferente. In particolare, occhio alla chicane finale: là il lavoro delle sospensioni è fondamentale (le velocità non sono così elevate da far entrare totalmente in gioco il carico aerodinamico puro), tra inserimento in curva e trazione. Ed occhio alla nuova curva 10, la Caixa: è più "tondeggiante" rispetto alla vecchia curva 10, con una frenata leggermente meno violenta, e lascia sulla carta una maggior interpretazione ai piloti anche se, sempre sulla carta, sorpassare là dovrebbe essere oggi un pelo più difficile.

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Montmelò feudo Mercedes

Di sicuro non serve Barcellona per capire che ci sono due macchine, anzi quattro, una spanna superiori a tutte le altre. Sono le Mercedes e le Red Bull, destinate ad un campionato a parte. La battaglia tra di loro è aperta, con le Frecce d'Argento che nella Catalogna hanno un feudo particolare: hanno vinto sei volte nelle ultime sette edizioni, mancando l'en-plein nell'era ibrida solo perché Hamilton e Rosberg finirono per autoeliminarsi nel 2016; e soprattutto fanno la pole da otto stagioni, un dato che deve far riflettere. A Portimao Verstappen non era contento della RB16B, non al top a livello di bilanciamento e neanche a livello di motore. Sul perché, ci si può ragionare, ma senza avere certezze: gestione del chilometraggio, delle temperature o cosa da parte di Honda?

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Barcellona sarà più indicativa rispetto a Portimao (che presentava una combinazione particolare tra asfalto e vento), ma tra le due tappe in terra iberica ci saranno due costanti: una sono le temperature (di poco superiori ai 20° gradi, ma occhio a domenica: al momento di scrivere, c'è circa il 40% di possibilità di pioggia prevista per domenica al Montmelò), l'altra saranno le gomme, con la Pirelli in pista con le C1, le C2 e le C3. In entrambi i casi, sulla carta, condizioni buone per le Mercedes: le W12 non soffrono il caldo, anzi con qualche grado in più riescono ad esprimersi meglio perché portano più in fretta i pneumatici in temperatura, ed inoltre, con le coperture più dure, hanno sempre goduto di un ottimo vantaggio sulla concorrenza per quanto riguarda la gestione. Considerando queste variabili ed il teatro della sfida, vale a dire il circuito di Barcellona, la Mercedes ha l'opportunità di confermare la leadership tecnica ritrovata in Portogallo, mentre se la Red Bull riuscisse ad espugnare, con le prestazioni, un fortino come quello catalano, allora sarebbe l'assoluta certezza che Milton Keynes c'è e ci crede.

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Ferrari, è dura prendere la McLaren

Tutto questo senza dimenticare che per il GP di Spagna, chi più chi meno, avrà delle novità sulla vettura. In alcuni casi potrebbe anche trattarsi dell'ultimo pacchetto di aggiornamenti per la stagione 2021, perché presto si dovrà pensare al 2022. Avremo più certezze venerdì, ma è un discorso da tenere presente. La Ferrari dovrebbe presentarsi con il nuovo fondo, e servirà per tentare un attacco alla McLaren che in questo momento non pare assolutamente facile da battere. La corsa di Portimao ha evidenziato come il team di Woking sia chiaramente la terza forza del campionato: Norris e Leclerc, nel secondo stint, hanno girato su tempi molto simili, ma Lando ha montato gomme di una mescola più morbida per tutto l'arco della gara, che era un evidente svantaggio nella regione dell'Algarve. La mescola media che sulla SF21 di Sainz è letteralmente crollata sotto i colpi del graining, sulla MCL35M di Norris ha garantito più o meno la stessa prestazione per tutti gli oltre 40 giri di utilizzo. Vero che lo spagnolo ha forzato troppo nei primissimi giri a gomma nuova e questo ha provocato il graining, ma è anche vero che l'ex compagno di squadra abbia gestito le coperture da maestro, mantenendo un passo ottimale nonostante dovesse pensare a gestire un compound molto esposto al degrado.

A seconda delle novità, la Ferrari può pensare alla McLaren oppure guardarsi le spalle da una Alpine quasi rinata in Portogallo, per la quale si attende la controprova in Spagna. Calata l'AlphaTauri, scomparsa dopo il buon sabato di Vettel l'Aston Martin, che dovrebbe garantire al tedesco lo stesso pacchetto di aggiornamenti che a Portimao era stato montato solo sulla vettura di Stroll: anche da queste due squadre è lecito attendersi qualcosa di più a Barcellona.

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