F1, possibile un congelamento delle power unit

F1, possibile un congelamento delle power unit

La F1 sta cercando di affrontare l'emergenza del Covid-19 nella miglior maniera possibile nel tentativo anche di abbattere i costi, per questo si sta parlando anche di uno stop allo sviluppo dei motori

Matteo Novembrini

3 aprile 2020

E' una Formula 1 che deve fare i conti con una difficoltà incredibile ed inattesa, e che per forza di cose non può lasciare niente al caso. Oltre ad aver rivoluzionato il Mondiale 2020, di cui ancora non conosciamo l'inizio, il Covid-19 ha imposto lo slittamento delle regole 2021 al 2022 (e non è da escludere un ulteriore slittamento al 2023), con le vetture del 2020 che correranno anche nella prossima stagione, con la possibilità di intervenire solo nell'aerodinamica.

Doppio Gp a Silverstone?


Motori congelati?

Tutto ciò però potrebbe non bastare. La crisi sanitaria si porterà dietro una crisi economica che potrebbe essere ben più lunga e difficile da sconfiggere di quella già molto temibile dovuta al Coronavirus. L'impatto economico del Covid-19 lo potremo valutare attentamente solo alcuni mesi dopo una volta che il virus verrà debellato, ma per tutti sarebbe meglio prevenire piuttosto che curare, F1 compresa. Per questo i team si stanno guardando intorno con continue riunioni video, con la McLaren che ha già operato un taglio agli stipendi mentre Gunther Steiner sostiene che in assenza di una ripresa certa dell'attività, sarebbe meglio prolungare lo shutdown. Una soluzione per la Formula 1 potrebbe essere quella di congelare lo sviluppo delle power unit, al fine di abbattere i costi. Con lo sviluppo dei propulsori bloccato, i quattro motoristi potrebbero diminuire le spese facendo netti tagli sulla ricerca e sullo sviluppo, e questo si ripercuoterebbe anche sui team clienti, che così dovrebbero sborsare una cifra minore per la fornitura

Theissen: "Rischio fuga dei Costruttori"


Tutti stanno rinunciando a qualcosa

E' il momento del buon senso, e le squadre lo hanno capito. La Ferrari, ad esempio, ha accettato senza remore lo slittamento delle regole 2021, pur se puntava e punta ancora molto sulla rivoluzione regolamentare per prendere la Mercedes, che con le regole attuali resta teoricamente davanti. Mercedes che dal canto suo non si è impuntata a difendere il sistema DAS: il dispositivo sarebbe stato vietato con le regole 2021, ma le normative posticipate avrebbero teoricamente permesso il suo utilizzo anche l'anno prossimo, dal momento che sarà ancora in vigore l'attuale regolamento tecnico. I campioni in carica però hanno capito e non si sono messi di traverso nella decisione della Fia di vietare il DAS comunque, perché se il sistema fosse stato accettato anche per la prossima stagione questo avrebbe potuto dare il via ad una pericolosa rincorsa da parte di tutti i team per avere il Dual Axis Steeering, con pesanti ripercussioni economiche. Vedremo come andrà a finire il discorso sul budget cap, fissato a 175 milioni di dollari, un tetto che le squadre minori stanno chiedendo di abbassare ulteriormente. Al riguardo, le discussioni sono in corso.

Nuove regole posticipate al 2022


Il precedente dei motori congelati

Tornando alle unità motrici, il congelamento dei motori stona con l'essenza della F1, sempre improntata ad una continua ricerca ed allo sviluppo di nuove tecnologie, ma questa è una situazione talmente complessa che i motoristi potrebbe anche accettare lo stop allo sviluppo senza tante discussioni. Un precedente dello stop ai motori lo abbiamo avuto dal 2007 al 2013, periodo nel quale si poteva intervenire solo per motivi di affidabilità. Allora la cosa non piacque molto al pubblico, che vedeva in quel provvedimento un qualcosa contro la natura della F1, ma il caso di oggi è molto diverso e potrebbe trovare molti più consensi, sia tre le squadre che tra i tifosi.

Wolff, niente Aston Martin

  • Link copiato

Commenti

Leggi autosprint su tutti i tuoi dispositivi