GP Francia: tra ali, gomme e pista sarà un ritorno Mercedes?

GP Francia: tra ali, gomme e pista sarà un ritorno Mercedes?© LAPRESSE

La F1 va in Francia per il settimo appuntamento stagionale su un tracciato che dovrebbe riproporre delle W12 molto competitive, il tutto mentre arrivano i nuovi test Fia sulle ali e la nuova direttiva della Pirelli

Matteo Novembrini

16 giugno

Non staremo di certo a dire che si tratta del Gran Premio più atteso dell'anno, perché non lo è. Ma al tempo stesso è giusto, per la Formula 1, fare visita alla Francia: è pur sempre la terra di Alain Prost e della Renault, che schiera due piloti (Gasly ed Ocon) ed una scuderia (l'Alpine). Magari tre anni fa si sarebbe potuto fare di più per rendere maggiormente accattivante la pista, fin troppo permissiva in fatto di errori, ma ormai il dado è tratto.

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Mondiale acceso

Nel 2021 diversamente pandemico dal 2020, la F1 torna a Le Castellet. E' il terzo "ritorno" di fila dopo un anno di assenza, proprio come accaduto per Monaco e Baku. E ci arriviamo con una classifica a dir poco interessante, frutto di un mondiale tutt'altro che scontato fino ad adesso. Lo "0-0" di Baku tra Verstappen ed Hamilton non ha cambiato nulla nei fatti, ma qualcosa ha lasciato: Max ha capito una volta di più che per vincere il mondiale bisogna mettere in conto tutto, ma proprio tutto, Lewis invece è normale abbia voglia di riscatto dopo una sbavatura che non è stata un errore di guida, quanto una disattenzione: è bastato toccare il "magic" per preparare la frittata. 

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Paul Ricard ancora un regno Mercedes?

Che pista è quella di Le Castellet? Una pista non spettacolare, perché nata per i test e non per ospitare un GP: ma proprio per questo, andar forte qui ha un bel valore. La storia recente la ricordano tutti: nel 2018 e nel 2019 praticamente non ci fu partita, con due prime file complete in qualifica e una doppietta in gara da parte della Mercedes. Nonostante il lunghissimo rettilineo del Mistral spezzato da una chicane, quella del Paul Ricard è una pista dove serve una macchina ben bilanciata, precisa all'anteriore, con una richiesta di carico aerodinamico abbastanza elevato. In pratica, serve quasi tutto: tra le serpentine strette del Paul Ricard, andar forte non è facile. A livello di motore poi è un appuntamento non banale: serve potenza, ma anche gestire bene l'ibrido è fondamentale per trovare la prestazione lungo tutto il giro. Le medie orarie sul giro sono sensibilmente più alte rispetto agli ultimi due tracciati, un chiaro segnale del ritorno non solo di lunghi rettilinei ma anche di curvoni veloci, dove la Mercedes può tornare a dire la sua. Le W12 di Hamilton e Bottas potrebbero riprendere il discorso interrotto a Barcellona, pista sulla quale la Mercedes fu superiore sul passo gara rispetto alla Red Bull, anche se da allora sono passate parecchie settimane nelle quali le vetture si sono leggermente evolute, e soprattutto le squadre hanno avuto tempo di approfondire le conoscenze con la vettura nell'utilizzo delle gomme. La Francia, insomma, dovrebbe essere interessante: sulla carta è più pista Mercedes, ma la Red Bull ha dimostrato di essere la vettura più versatile, motivo per cui ci saranno da seguire le indicazioni del cronometro con attenzione.

Verstappen non si fida della Mercedes

Servono le seconde guide

Dunque complicato fare ipotesi sui favoriti, anche perché il "pacchetto" macchina-pilota, se si guardano tutte le sei gare e non solo le ultime due, fin qui è stato abbastanza equilibrato. Stando così le prestazioni, nella corsa all'iride saranno fondamentali anche le secondo guide, e fin qui Sergio Perez ha surclassato Valtteri Bottas. Ci è voluto un po' anche al messicano, ma intanto Perez ha risposto presente alla prima vera occasione in cui doveva prendere in mano le redini della squadra. Bottas invece pare disperso, e deve reagire: Lewis ed il team hanno bisogno di lui.

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Gomme e ali le questioni tecniche

Attenzione poi ad un fattore, anzi due, molto importanti. Da una parte, le ali flessibili: quello francese sarà il primo GP in cui le vetture si presenteranno con le ali posteriori rinforzate per superare i nuovi test introdotti dalla Federazione. Nelle prove statiche l'incremento del carico verticale applicato in sede di verifica sarà di 1000 Newton e non più di 750, e la massima flessione ammessa sarà di 1 solo millimetro e non più 3 come in precedenza. I team dunque hanno dovuto riprogettare le ali posteriori con una maggior rigidezza che ridurrà notevolmente la possibilità di flessione dell'ala in rettilineo, con un calo notevole dell'efficienza sul dritto. Dopo Baku, inoltre, è caldo anche il tema gomme: la Pirelli nella nota diramata negli ultimi giorni ha specificato che le esplosioni sulle vetture di Verstappen e Stroll non erano dovute ad un detrito come inizialmente detto ma che erano riconducibili a "condizioni di utilizzo dei pneumatici" non meglio specificati. Fia e Pirelli hanno concordato una nuova procedura come ammesso nella direttiva tecnica già distribuita, e vedremo come le squadre si muoveranno in Francia, dove verranno utilizzate gomme C2, C3 e C4 (una gradazione più dura rispetto alle ultime due corse). La questione, da seguire con attenzione, verte ancora sulle pressioni di gonfiaggio, da sempre argomento scottante in fatto di utilizzo dei pneumatici.

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Ferrari tiene d'occhio soprattutto McLaren

Mentre davanti la battaglia è aperta, per la Ferrari la parola d'ordine è "massimizzare". Lo ha detto Laurent Mekies, promettendo piste sulle quali attaccare ed altre in cui andare a difendersi. Le Castellet pare rientrare in questa seconda categoria, anche se il Cavallino ci va con la giusta dose di ambizioni: Red Bull e Mercedes saranno lontane probabilmente non solo in gara, ma ciò che conta è tenersi dietro una McLaren che anche a Baku, secondo pronostico ferrarista, doveva stare davanti ed invece non c'è stata. Il ruolo di terza forza è tutto ciò che si chiede alla SF21, che non troverà il suo terreno di caccia favorevole, le curve lente, ma che può provare a dire la sua nei tratti più tortuosi del tracciato francese, tentando di difendersi negli altri. Non sarà facile contro una McLaren che al Paul Ricard dovrebbe trovare una pista più favorevole alle caratteristiche della MCL35M.

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